Rifiuti: quale politica? Quali risposte per Ghemme e Barengo?

Sul tema rifiuti, a livello regionale si è creata una situazione paradossale. Per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana, la Regione Piemonte, prima vara un piano rifiuti e poi, scrive la legge regionale. Di norma, prima si fanno le leggi con degli obiettivi e dei valori da perseguire e, solo in seguito, si programmano i piani operativi nel rispetto di questa legge.

La sensazione è che il tema gestione e smaltimento dei rifiuti non sia trattato da professionisti, ma che in Regione siano seduti dei dilettanti allo sbaraglio.

La stessa sensazione si avverte quando si pensa alle vere e proprie bombe ecologiche che ci toccano da vicino: le discariche di Barengo e Ghemme.

Partiamo dalla prima. La sua chiusura dovrebbe essere prevista nel settembre 2017, e, nonostante le varie interrogazioni poste in Regione, seguite da risposte inconsistenti se non inesistenti, non sono dati sapere gli intendimenti futuri per quel che riguarda la chiusura ed il decorso post mortem.

Passando a Ghemme, la questione è ancora più complessa.

Dopo lo “Scandalo Daneco” (la società che gestiva la discarica), il Consorzio Rifiuti Medio Novarese chiede alla Provincia 10 milioni di euro per gestire il processo di chiusura e la fase post mortem della discarica. Di fatto, così, le spese finirebbero anche a carico dei cittadini.

In questi casi, credo sia necessario avere una maggiore apertura mentale e uscire dagli schemi prefissati per adottare dei nuovi metodi e delle tecnologie alternative, molto utilizzati all’estero e basati sul riciclo degli scarti industriali.
Sono state proposte delle procedure assolutamente percorribili, lecite, ecologicamente compatibili che prevedono, per esempio, il riciclo delle scorie di acciaieria non inquinanti. Queste “best practices”, da anni, sono estremamente diffuse nel Nord Europa e non solo sarebbero a costo zero, ma se opportunamente gestite, porterebbero anche dei profitti al Consorzio il quale potrebbe riutilizzarli per la bonifica dei siti inquinati.

In attesa di un feed back dalla Regione, ci tengo sempre a ricordare che quando si affrontano temi che toccano il benessere dei cittadini e dell’ambiente è strettamente necessaria una collaborazione che vada oltre la politicizzazione delle idee.