Trump e Macron ovvero il superamento dei partiti tradizionali

Non sarò certo fra coloro che si congratulano con il Sig. Macron perché conosco bene la Francia ed i Francesi e conosco la loro proverbiale idiosincrasia per il popolo italiano.

Però è interessante fare alcuni commenti di analisi politica sulle elezioni francesi.

Nel giro di pochi mesi dopo il ciclone Trump che ha vinto in rottura con i partiti tradizionali negli Stati Uniti, in Francia Macron vince con un movimento che nasce 12 mesi fa e non ha un radicamento territoriale.

Due sono gli elementi che emergono sin da subito: il superamento anche in Francia dei partiti tradizionali e la difesa in modo assoluto dell’Europa (con tanto di inno Europeo suonato nel piazzale del Louvre).

In Italia (5 Stelle in testa, ma anche altri attori politici li seguono) sta maturando il Partito dello sfascia-nazione (e non, come taluni temono, il Partito della Nazione)  dove la cultura del sospetto, la proliferazione delle gogne, l’egemonia anticasta, il mercato della paura e la frammentazione politica, sono all’ordine del giorno.

Le condizioni perché ciò che sembra impossibile diventi possibile ci sono.

E se i partiti alternativi ai movimenti antisistema continueranno a rincorrere gli antisistema, è naturale che si possa concludere con la prospettiva di uno scenario simile a quello che si è verificato in Grecia: un partito antisistema (Syriza) che forma un governo con un altro partito antisistema apparentemente distante dal primo (i nazionalisti di Anel).

Viva allora coloro che voglio fare Politica, viva coloro che ritengono l’Europa importante anche per lo sviluppo della nostra nazione, viva i Macron quale novità per la vittoria della classe di elettori che si contraddistingue fra i moderati (cfr. Eugenio Capozzi – Storia dell’Italia moderata. Destre, centro, anti-ideologia, antipolitica nel secondo dopoguerra) contro l’imperante populismo.

Diego Sozzani